Sogni sulla navetta spaziale

scritto da Mentetropicale il lunedì, 16 giugno 2008,23:09

Sulla navetta che da Segrate mi riportava al centro di Milano mi sono addormentato. Ho sognato un sogno sulla voce pastosa e laminata di catrame di Leonard Cohen –  Dance Me to the End of Love. Non me lo ricordo, l’ho scordato subito, ma era sereno, non so se lei ci fosse, ma non c’era il suo rifiuto.

Mi sono svegliato vicino San Babila, per il trambusto di chi si preparava a scendere, pronto a correre verso la metropolitana. È stato il rumore, ne sono sicuro, ma mi piace pensare che il mio corpo ha preso questo nuovo ritmo. Al mattino si sveglia alle sette anche se ha dormito solo poche ore, e la sera sa di avere solo mezz’ora di sonno sul bus. L’ha registrato e sa di doversi risvegliare, anche se lo riempie un sogno felice. Il corpo sa tutto è il titolo di un libro che non ho letto: sa quando dormire, quando svegliarsi, quando baciare, quando fare l’amore. Quanto lei mi manchi.

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Oroscopo

scritto da Mentetropicale il domenica, 08 giugno 2008,13:45

Oroscopo di Google per il capricorno oggi.

Buone previsioni per la domenica. Chi è in coppia trova con facilità la via per comunicare al partner i desideri più segreti, riscoprendo che il legame è rafforzato da una ricca corrente di erotismo, da una curiosità tutt’altro che esaurita e da una grande fiducia reciproca.

Insomma, se sei in coppia, è il giorno buono per togliere il segnalibro da quelle pagine impolverate del Kamasutra che t'avevano incuriosito anni fa, replicare l'ultima prodezza vista su youporn, abbassare la tapparella - tanto piove - e immergersi in un pomeriggio di letti singoli che stanno piccoli, piazze e mezza che stanno comode, doppie piazze che stanno coniugali.

Di chi è solo Google non si preoccupa, persino Kafka diceva che quando si dorme soli la coperta soffoca idee felici e scalda sogni tristi. Ipse dixit.

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Il post intelligente

scritto da Mentetropicale il mercoledì, 28 maggio 2008,22:17

Ultimamente soffro di ansia da prestazione da post. Apro Word e mi dico: scrivi qualcosa di intelligente. Tre righe folgoranti, basta così poco: ti offro l’intelligenza degli elettricisti, e le parole andrebbero corsive, trafugate a Paolo Conte. Poi vado alla mostra di Bacon, una sua frase appesa al muro svela il motivo della deformazione dei corpi, dei visi sfigurati mossi dalla ricerca di un tratto che ne scopra l’essenza. La distorsione delle cose per andare oltre l’apparenza, ma la distorsione deve tener conto dell’apparenza. La ricerca della verità, di una qualsiasi verità, non si può affrancare dall’origine, dal punto di vista di chi la ricerca, altrimenti è metafisica. Le condizioni iniziali dell’esperimento modificano i risultati. Fisica, corporeità, legami labili.

Volere in astratto è una forma di sterile onanismo. Lascia affiorare la sua noia, strappala alle sue paure, recidi l'insicurezza, e poi immergiti nei suoi sorrisi.

Il post divertente invece è una categoria in disuso, ma se ieri sera mi hanno fregato la bici e stamattina Arturo ha vomitato alle sei non è colpa mia.

Domani comunque (io arriverò tra le sette e le otto, se qualcuno viene):

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Un'altra voglia

scritto da Mentetropicale il lunedì, 19 maggio 2008,21:45

Un’amica mi ha scritto che rimaneva sempre in macchina, dopo l’amore, a fumare due, tre sigarette –  rifiutandosi di andarsene – perché le faceva tristezza pensare di valere una voglia soltanto. Si sentiva una cosa da poco. “Come si può farcela o non farcela con le voglie? Le voglie pretendono il verbo avere.”

Non le ho mai risposto, ma penso, e l’ho sempre pensato, che avesse ragione lei. Che se una voglia è confinata dentro una gabbia di spazi e tempi allora non è una voglia, è uno sfizio. La voglia è ignorante, irrispettosa e sputa sulle parole delicate. È forte, ma si affievolisce in fretta, il cellophane dell’abitudine la soffoca. I rifiuti la accendono, ma sono le fiamme prima delle braci.

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Dopolavoro

scritto da Mentetropicale il martedì, 13 maggio 2008,23:12

Una sera rimani in ufficio fino alle 8, torni a casa e ad aspettarti trovi solo mezza frittata fredda e un’insalata fradicia d’olio, la tavola spoglia a rimproverarti il ritardo. Nel frigo c’è una bottiglia di vino bianco, la apri e bevi due bicchieri colmi fino all’orlo. La stanchezza assume toni sfumati, la tensione della giornata si scioglie, trasformandosi in un’accogliente spossatezza. E torna lei, il pensiero di lei…

L’accendino stretto nel pugno, le dita aggrappate a quell’unica certezza. «è tuo, questo» dice «l’hai lasciato a casa mia».  Il braccio teso misura la distanza tra loro…

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Fiera del libro

scritto da Mentetropicale il domenica, 11 maggio 2008,20:31

24h Finale

Un redattore serio questo fine settimana sarebbe andato a Torino alla Fiera del Libro, l’evento clou dell’editoria italiana. Mt, invece, per impegni già presi, e anche perché un po’ se ne fotte, è andato a Finale Ligure per la 24h di Mtb. Uscendone miracolosamente illeso…

Nei prossimi giorni racconti più dettagliati, adesso vado a dormire.

 

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Tecniche di seduzione

scritto da Mentetropicale il venerdì, 09 maggio 2008,01:53

Arriva un sms. Meglio che non ci vediamo stasera.

Risponde subito. Calmo. Ripensaci. Dài. Conciliante. Superiore.

Ma gli rode, lascia passare cinque minuti, ne scrive un altro. No. Hai ragione tu. Non vediamoci. Più. Fiero, Gonfio, come un Supertele vicino a una siepe.

Dopo mezz’ora e una birra da 66 la serenità l’ha abbandonato.  Adesso mi scrive pentita, ecco uno squillo, dev’essere lei. Cazzo, quello stronzo al tavolo ha la mia stessa suoneria.

Passati dieci minuti e un'altra birra, la chiama. Magari se l’è presa, magari ha frainteso le intenzioni. Le chiedo se ci vediamo per chiarire. Non risponde.

Dopo un’ora e la Ceres della staffa riprova. Non risponde. Un’ora e cinque minuti: ancora non risponde. Un’ora e sette minuti: ha spento il telefono.   Aaahhh… Quella stronza, mi cadesse l’uccello se le rivolgo ancora la parola.

Vado sotto casa sua, le citofono, voglio vedere se non mi risponde.

Forse sta esagerando. Si calma, fa un bel respiro profondo. Finora ha sbagliato. Ne è consapevole. La chiama, per dirle che ha sbagliato.

Rispondi, rispondi, rispondi, cazzo. Rispondi...

Giochi nel parco

scritto da Mentetropicale il domenica, 04 maggio 2008,22:53

Love will tear us apart. L’amore ci farà a pezzi, cantavano i Joy Division. Già, ma in cosa ci ridurrà? Tessere di un puzzle o frammenti di un vaso? Vorrei saperlo adesso, perché il puzzle si ricompone, identico prima e dopo la caduta; del vaso non rimane niente, nient’altro che cocci.

La prepotenza delle piccole cose, nelle piccole cose, smaglia intese delicate, le rompe sul nascere. Come quel gioco nei parchi: l’asse coi seggiolini agli estremi sta in equilibrio solo se i bambini tendono allo stesso peso. Mi spingo verso l’alto solo se l’altro sarà capace di riportarmi a terra. E l’altro potrà alzarsi solo se non lo getterò nel fango.

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Quinta internazionale

scritto da Mentetropicale il martedì, 29 aprile 2008,23:53

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Ho deciso: dopo la sconfitta di Roma, non più comunismo in una sola nazione, ma in una sola stanza, la mia. Arturo il gatto, menscevico di destra e contrario alla presa del potere armi in pugno, s’è opposto, ma è bastata una scatoletta di Whiskas per sbaragliare le truppe della Reazione Felina. Il soviet ha decretato per prima cosa la liberazione dal lavoro coatto – piega delle lenzuola e spolvero dei libri – e attende fiducioso il sol dell'avvenir.

Intanto fuori piove. Ma non pioverà per sempre. Forse...

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Tutti al mare

scritto da Mentetropicale il lunedì, 28 aprile 2008,07:14

In Liguria, venerdì, un numero N di chupiti rum e pera mi ha permesso di fare il bagno di notte, verso le 2, dopo cena abbondante e giro doppio di amaro. Il rum ha fatto da galleggiante, e non mi sono accorto nemmeno (troppo) dell’acqua gelata. Ma non c’è da credere che fosse una cosa avventata, il tutto è avvenuto perché al bancone del pub s’era accesa la più classica delle discussioni: “secondo me nessuno ha il coraggio di…” che come conseguenza immediata ci (eravamo in 5) ha visto correre fuori dal pub, arrivare in spiaggia e smutandarci. Senza asciugamani, naturalmente. Il bagno fuori programma, secondo le attonite spettatrici, (due mogli, quattro amiche, una figlia di due anni) rientrava sotto la categoria dei giochi puber(t)ali, altrimenti detta, fare a chi ce l’ha più lungo…

Nessuno di noi era d’accordo, si discuteva se fossimo più spartani (300 ha segnato – leso – un amico), coraggiosi scozzesi (il padre della bimba ha modelli un po’ demodé), o figli delle stelle. Alla fine Alan Sorrenti ha messo tutti d'accordo…

 

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