L'annuncio chiedeva una presentazione dettagliata, e la casa dai tratti utopici (sei singole, tre ragazze due ragazzi, in centro a Milano, per 400€) sembrava valerla. Allora dopo il lavoro, ho aperto Word ripetendomi: devo essere brillante, brillante, brillante. Ma non mi veniva niente. Dopo mezz'ora e una decina di incipit cestinati, mi son deciso a prendere una moretti da 66 in frigo; d'altronde anche Hewingway, senza alcol, sarebbe invecchiato invidiando il protagonismo virile di toreri su arene assolate (e invece s'è suicidato, ma questa è, come si dice, un'altra storia).
Meglio, decisamente meglio, cestinate altre due o tre false partenze, ho finalmente scavalcato la prima riga. Alla fine ero soddisfatto, come coinquilino, mi sarei preso a scatola chiusa, anzi, stavo già pensando a cosa offrire come cocktail di benvenuto: sarebbero bastati gin e havana, oppure era meglio accontentare tutti, anche quelli che gli piace il curaçao? Con queste domande in testa mi sono addormentato felice.
Il giorno dopo, però, non è arrivata nessuna risposta. Le certezze calavano al passare delle ore, dubbi si insinuavano sottopelo: avrà partecipato il prossimo vincitore del premio Strega, scrivendo un'autopresentazione in alessandrini? ci sarà stato l'artista che avrà inviato un bozzetto? il sosia di Raul Bova (le ragazze si sa, sono volubili) / la sosia di Uma Thurman (gli uomini si sa, sanno ponderare le proprie decisioni)?
A oggi, passate più di quarantotto ore, ancora nessuna risposta, forse non controllano la posta, forse non affittano più la camera... L'importante è riconoscere i propri fallimenti...
Vi terrò aggiornati.
Intanto potete dirmi che ve ne pare:
Cari 2ragazzi e 3ragazze,
candidarsi per un posto di coinquilino vacante non è una cosa semplice, voglio dire, che faccio, vi invio il curriculum? Ma no, dài, non si può fare. Allora penso alle caratteristiche del coinquilino perfetto: 1) che sia simpatico: diciamo che sono sopra Schifani e sotto Woody Allen, è uno spazio con pochi confini e molte incertezze, me ne rendo conto, per delimitarlo un po' potrei aggiungere che sorrido aperto, a volte addirittura prima di colazione. 2) che sia pulito. Coltivo un caos primitivo nella mia camera, ma l'accumulo di lanugine non lo sopporto, né nell'ombelico né altrove (così sembra che abbia in mente solo lo Swiffer, ma la retorica si sa, calca i toni…). Il bagno pulito. E lavo le pentole, cucino persino, primi dolci, sfiziose scatolette di tonno in insalata e kebab nel microonde. Ma sto divagando. Altre virtù del coinquilino ideale: la tolleranza, ce l'ho: non mi dà fastidio quasi nulla, il gatto che mi ha vomitato stamattina sul libro che stavo leggendo quello un pochino sì, ma insomma, credo sia condivisibile. La socievolezza: sono pronto a tutto, al cinema, all'aperitivo (uno sbagliato, pliiiss), alle fiction su Sky, e nel caso intrattengo anche la nonnina del piano di sotto. Non rubo dal frigo e non sono avaro, che uno dice be' chemmifrega, ma solo chi ha convissuto con un pidocchio lo sa che vuol dire, dovergli scucire i soldi per la carta igienica e temere per la propria marmellata. Che altro aggiungere? Che mi chiamo Igor, ho ventotto anni, un lavoro alla Mondadori e mi piacerebbe vedere la stanza.
A presto (spero)